Il regalo da 5 euro che ricordi e quello da 20 che dimentichi
Ci sono regali che costano poco e che ti rimangono in mente e altri che costano molto di più e che, dopo qualche giorno, hai già quasi dimenticato.
Non credo sia una questione di prezzo. Credo dipenda soprattutto da una cosa: se quel regalo aveva davvero un motivo per essere proprio quel regalo!
A Natale, quando le persone a cui fare un pensiero iniziano ad aumentare, è facile cadere nel meccanismo del “devo trovare qualcosa”.; qualcosa per la collega, per le maestre, per l’amica che vedrò a cena per il Secret Santa.
E quel “qualcosa”, alla fine, rischia di essere scelto più per togliersi il pensiero che per lasciare un ricordo.
Un regalo piccolo non deve sembrare un regalo grande
Uno degli errori più comuni che, alcune volte mi sono ritrovata a fare anch’io è proprio questo: spendiamo poco e allora cerchiamo di far sembrare il regalo più importante di quello che è. Ma alla fine, perchè un dono può tranquillamente essere piccolo.
Non deve fingere,deve solo avere un’idea “pensata” dietro, non un acquisto dell’ultimo minuto ( magari pure in serie ;)): a volte basta che faccia ridere,oppure che abbia una sorpresa o che racconti qualcosa appena viene aperto.
È il motivo per cui mi piacciono molto i regali che funzionano in due momenti: prima li guardi. e poi scopri che c’è dell’altro.
La Cacca di Renna, per esempio, nasce proprio così:la prima cosa che succede è quasi sempre una risata o una faccia perplessa ed incuriosita.
Poi arriva la spiegazione: quelle piccole “cacche” sono bombe di semi fatte a mano e, quando arriva il momento giusto, si possono piantare.
Non costa tanto perché cerca di sembrare importante. Funziona perché ha una storia e soprattutto perché difficilmente viene confusa con altri dieci regali ricevuti nello stesso Natale.

Poi ci sono le persone a cui non vuoi regalare un’altra cosa
Questa categoria, secondo me, ogni anno diventa più grande, persone a cui hai già regalato di tutto( tipo le zie a cui sono 40 anni che fai regali a Natale) persone che ti dicono “non prendermi niente”,persone per cui vuoi fare un piccolo gesto, ma senza aggiungere l’ennesimo oggetto da mettere da qualche parte.
In questi casi preferisco qualcosa che abbia una vita più leggera ma senza impattare con l’ennesimo “plasticone” e li può essere l’occasione per un biglietto, ad esempio, ma non necessariamente uno di quelli che dopo Natale finisce nella spazzatura:un biglietto seminabile può portare un messaggio e poi diventare qualcos’altro.Lo leggi, lo conservi e, quando arriva il periodo giusto, lo puoi piantare.
È un regalo? È un biglietto?Forse tutte e due le cose ed è proprio questo che mi piace.
Quando invece i regali sono tanti, cambia tutto
Finché devi comprare un pensiero per una persona puoi permetterti di ragionare solo sul regalo, quando diventano dieci o venti, inizi a ragionare anche su tutto il resto:
- ma poi come li porto in ufficio se imgombrano troppo?
- devo pensare anche al confezionamento..
- etc etc
È una parte di cui si parla poco, ma conta parecchio: un prodotto che costa pochissimo e poi richiede una bustina, un nastro, un cartellino e dieci minuti di lavoro per ogni pezzo non costa più soltanto quello che c’era scritto sul prezzo. Per questo alcuni piccoli regali funzionano meglio quando sono già comprensibili così come sono.
Rudolph dal Naso Fiorito, per esempio, è un piccolo lecca-lecca che non si mangia: il naso è una bomba di semi. È facile da consegnare, ha già una sua forma e non ha bisogno di una confezione per diventare un pensiero.
Lo stesso vale per una Bomba di Semi Natalizia in blister quando i destinatari sono davvero tanti. In quel caso la semplicità fà rima con praticità
Il test che farei prima di comprare
Prima di scegliere, proverei a completare questa frase:
“Ho pensato a questo per te perché…”
Se la risposta è:“perché costava poco”——–forse continuerei a cercare.
Se invece viene fuori qualcosa come:“perché questa cosa ti farà ridere”oppure: “perché so che ti piace il giardinaggio”oppure: “perché non volevo regalarti un altro oggetto inutile”,allora il regalo ha già trovato il suo posto e probabilmente sarà ricordato più a lungo di qualcosa che costava il doppio.
Forse è tutto qui
Un pensierino di Natale non deve dimostrare quanto abbiamo speso. Deve far capire che, nelle nostre vite frenetiche, abbiamo trovato il tempo di pensare proprio a quella persona.A volte bastano 5 euro.A volte ne servono 20.
Ma il prezzo, da solo, non decide quasi mai quale dei due regali ricorderemo.


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